Hotel a San Lorenzo Dorsino nelle Dolomiti di Brenta
L’Hotel Soran è una piccola struttura, che rispecchia con semplicità l’architettura originale.
Benvenuti
Nel silenzio armonioso di San Lorenzo Dorsino, tra paesaggi incontaminati e atmosfere senza tempo, l’Hotel Soran accoglie i suoi ospiti in un contesto di autentica eleganza alpina.
Affacciato sulle Dolomiti di Brenta e immerso nella natura del Parco Naturale Adamello Brenta, l’hotel è un invito a rallentare, respirare e riscoprire il piacere delle cose semplici, curate con attenzione e passione.
Gli ambienti, caldi e raffinati, uniscono tradizione e comfort contemporaneo, mentre la cucina valorizza i sapori del territorio con gusto e delicatezza. Ogni soggiorno diventa così un’esperienza intima e rigenerante, pensata per chi desidera concedersi il tempo e lo spazio del benessere.
Servizi inclusi
Parcheggio Gratuito
Giardino e prato
Free Wifi
Ascensore
Bar e area caffè
Ristorante
La leggenda
Si racconta che il nome “Soran” provenga da un’antica cima che domina queste vallate, nelle creste delle Dolomiti di Brenta, un luogo alto, silenzioso e distante dalla vita della valle.
In tempi antichi, proprio tra queste montagne, si consumò la storia di due giovani innamorati divisi dalle famiglie. Il ragazzo venne allontanato e portato a vivere in solitudine verso le alture di Soran, mentre la giovane rimase nel fondovalle, dove oggi sorge la casa del 1600.
Là, tra pascoli isolati e silenzi profondi, il giovane guardava ogni sera verso valle. Nel tentativo di non perdere del tutto il legame con la sua amata, iniziò a seguire il corso naturale dell’acqua che scendeva dalla cima di Soran, fino a intuire un modo per “parlare” con lei attraverso il paesaggio stesso.
Si racconta che incanalò quel piccolo flusso d’acqua in modo che potesse scendere fino al fondovalle, trasformandolo in un segno discreto del loro legame: un messaggio continuo tra la cima di Soran e la valle sottostante.
Col tempo, quel ruscello arrivò proprio dove oggi si trova la casa del 1600 e ancora oggi alimenta la fontanella all’ingresso della struttura, che continua a scorrere senza interruzione.
Si dice che il nome Soran sia rimasto proprio a ricordare quel legame tra la cima e la valle, tra distanza e connessione, tra ciò che è in alto e ciò che vive in basso.
Ancora oggi, chi si ferma davanti alla fontanella ascolta lo stesso suono: quello di un messaggio che non ha mai smesso di viaggiare.
Una fiaba alpina nata tra la cima, l’acqua e il tempo.





